LA RIFORMA COSTITUZIONALE – REFERENDUM #IODICONO

NELLA FOTO RISULTATO DELLA COMBINAZIONE RIFORMA COSTITUZIONALE NUOVA LEGGE ELETTORALE

NELLA FOTO RISULTATO DELLA COMBINAZIONE RIFORMA COSTITUZIONALE NUOVA LEGGE ELETTORALE

  

di ludovico d’elia

Di seguito ho messo il testo della riforma preceduta da una serie di INFORMAZIONI CHE SERVONO COME SPUNTO DI RIFLESSIONE; Questa sezione verrà arricchita man mano che la campagna procede.

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La Costituzione appartiene ai cittadini, non è di sinistra, non è di destra, non è di centro.

La Costituzione è il patto civile su cui si fonda la Repubblica Italiana, la Carta che ci tiene tutti assieme, da Lampedusa a Predoi, che ha consentito al Paese di costruire uno Stato sulle ceneri della seconda guerra mondiale; è lei che custodisce tutti i nostri diritti.
Ora la nostra Costituzione è in pericolo, stravolta da una maggioranza di deputati e senatori che siedono “abusivamente in Parlamento” ( la legge con la quale sono stati eletti, il “Porcellum”, è stata dichiarata incostituzionale ).
Ciò nonostante hanno avuto l’arroganza di mettere mano alla Carta fondamentale del Paese, generando un caos.
La Costituzione si può modificare, ma non così e non ad opera di queste persone.
LA MIA PRIMA PERSONALE CONSIDERAZIONE è CHE BISOGNA ATTUARLA LA COSTITUZIONE PIUTTOSTO CHE CAMBIARLA in particolare in un modo cosi poco chiaro come propone il governo”.
L’informazione che viene fatta sul tema è parziale; ricamata su misura sugli slogan del governo, che come vedremo risultano essere falsi e TROPPO PERSONALIZZATA SULLA FIGURA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, giochetto che distrae dai contenuti della riforma stessa.
Secondo gli ultimi sondaggi metà degli italiani non voteranno o non sanno ancora se votare al Referendum del 4 dicembre. Tra quelli che andranno il 25% non sa ancora come votare. Il primo vincitore della consultazione è la confusione, e quindi l’astensione che in questo caso non invalida il referendum perchè per quelli di rango costituzionale non è previsto il quorum.
Il cittadino non deve mai sentirsi inibito nel suo diritto/dovere di scelta, non deve essere indotto a credere che non sia  in grado di scegliere come invece purtroppo avviene con una tale comunicazione.

Anche la  riforma stessa non aiuta; è un pastrocchio poco comprensibile;  basti pensare che in 70 anni di vita della repubblica sono stati cambiati 43 articoli ed uno alla volta ora 47 tutti assieme.

Partiamo quindi come primo approccio dalla domanda che ci dovremmo porre:

” Il governo,che finalità si propone di raggiungere con questa riforma?  quali sono le finalità che vanno nell’interesse dei cittadini? e con quanto architettato può raggiungere tali finalità ? “

Come detto le uniche informazioni che arrivano ai cittadini sono la marea di slogan e quindi partiamo da questi, o meglio dai punti che hanno in comune.

  • Riduzione dei tempi per le decisioni perché due camere rallentano i lavori
  • Risparmio dei costi della politica
  • semplificazione

Queste finalità decantate quindi sono realmente raggiungibili con questa riforma?

VEDIAMOLO assieme,

C3

C1

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richiamiamo un episodio di ottobre 2013 quando alla sola camera per parlare di finanziamento ai partiti per poi non abolirlo ci sono voluti ben 5 mesi.

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GUARDA VIDEO 16/10/2013 M5S Carlo Sibilia (M5S) Quindi si evidenzia che pur eliminando una camera, cosa che non avviene in realtà con questa riforma, i tempi dipendono da altri fattori.
Qualcuno mi potrà dire va bene Ludovico ma dipenderà dall’importanza dell’argomento?
Ok giusto Vediamo altri episodi:

la legge  Fornero, la riforma del sistema pensionistico, probabilmente il lascito più duraturo del governo Monti  ed il lodo Alfano, che disponeva la sospensione dei processi penali nei confronti delle quattro massime cariche dello Stato (  rimasta in vigore solo pochi mesi: venne dichiarata incostituzionale dalla Consulta con una sentenza dell’ottobre 2009.) passarono in venti giorni.

La legge Boccadutri riguarda il finanziamento pubblico ai partiti l’approvazione alla Camera e quella al Senato ci poco più di un mese.

C5

CHIARITO CHE NON SUSSISTE UN REALE RISPARMIO DI TEMPI RAGIONIAMO SUI COSTI

Durante la discussione del 2013  si parlava di abolire o diminuire il finanziamento ai partiti i COSTI DELLA POLITICA, ma quantifichiamoli i costi che erano in discussione solo al Movimento 5 Stelle spettavano ed ha rifiutato  a 42 milioni di euro. Poi ci sono gli altri partiti … PD 45 – PDL 38 – MONTI 8 – LEGA 7 – SEL 5,82 … E’ bastato non scrivere l’IBAN della banca al momento della comunicazione di candidatura alle elezioni.
Tutto qui.
La politica è semplice quando la si fa con onestà e senza voler fare profitto ai danni dei cittadini.
Ora vediamo Quanto fa risparmiare questa riforma?  Boschi che ipotizza addirittura circa 500 milioni di risparmi ma come si evince dal documento n. 83572 del 28.10.14 (scaricalo qui) emesso dalla Ragioneria di Stato presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e trasmesso al Presidente della Camera dei Deputati dal Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi in data 18.11.14, calcola che il possibile risparmio stimato, qualora dovesse essere approvata la riforma del Senato, ammonta a 57,7 milioni di euro.
Il risparmio è circa del 9% dei costi del senato,  49 milioni dal taglio del numero dei senatori e delle relative indennità e di altri 8,7 dalla chiusura del Cnel; ma in realtà bisognerebbe considerare che i lavoratori non verranno licenziati ma reintegrati altrove , sono circa 0,80 centesimi a cittadino.

C2

Inoltre pensate a quante cose avremmo potuto fare in 5 mesi tra risparmi ed interventi per i cittadini. – Taglio delle pensioni d’oro – reddito di cittadinanza – riduzione degli stipendi dei grandi manager delle aziende statali – legge anti-corruzione – legge elettorale etc. a restiamo sulla riforma e sui costi .
Per avere poi il senso di quanto sia questo risparmio analizziamo velocemente altri aspetti dei costi della politica in 10 mesi furono approvati.

Per chiudere sui costi, guardate lo specchietto di seguito per avere un idea ancora più chiara di quanto incidano questi costi sulla politica.CostiPoliticaVSCeLoChiedeLEUROPA490

A sinistra potete vedere i costi dei partiti, del Senato, della Camera, delle Regioni, dei Comuni e delle Province. Le ultime due colonne a destra, invece, rappresentano quello che dovremo sborsare a causa del Fiscal Compact e del MES, Il fondo salva-stati. Bene, adesso, abbiamo un idea più chiara di vari aspetti dei costi della plitica.

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 Parlavamo di semplificazione qui davvero c’è poco da dire leggete voi in particolare date un occhio all’articolo 70 ______________________________________________________

abolizione delle province

Con la legge Del Rio del 2014 sono state trasformate le Province, che assumono le vesti di “enti territoriali di area vasta” e “Città Metropolitane”, i quali rappresentanti non sono pìù scelti dai cittadini ma, come in un’elezione di secondo grado, sono i Sindaci e i Consiglieri Comunali a votare per i membri dei vari Consigli.
I sindaci si riuniscono per decidere come svolgere congiuntamente le funzioni attribuite alla provincia e assicurare ai cittadini i servizi di area vasta che i singoli comuni non potrebbero fornire per motivi dimensionali o economici

Download Documento ufficiale

Testo della riforma

Art. 29. (Abolizione delle Province).

All’articolo 114 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, le parole: «dalle Province,» sono soppresse;

b) al secondo comma, le parole: «le Province,» sono soppresse.

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ECCO FINALMENTE A VOI IL TESTO A CONFRONTO COME ERA COME SI RISCHIA DI TRASFORMARLA

LA RIFORMA COSTITUZIONALE Testo di legge costituzionale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°88 del 15 aprile 2016.

CLICCANDO QUI SI APRE IN UNA FINESTRA ESTERNA
il testo a CONFRONTO con la Costituzione vigente
Costituzione della Repubblica Italiana ( INTERA ) Ora che hai letto la riforma rispondi è giusto caratterizzarla con il seguente questito? scheda-referendum-costituzionale-2016-1

Qui la posizione del MOVIMENTO 5 STELLE

Le ragioni del No: approfondimenti e materiali per diffonderle.

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Comitato io voto no – www.iovotono.itwww.referendumcostituzionale.online/

Logo ufficiale comitato per il NO nel referendum Costituzionale

 

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