Ordine del giorno Revisione proposta di legge regionale riordino servizio idrico integrato

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ordine-del-giorno-acquaORDINE DEL GIORNO : Revisione proposta di legge regionale riordino servizio idrico integrato

Premesso che il Comune di Torre del Greco

  • riconosce il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico ;

  • conferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e  costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà ;

  • riconosce che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Art. 31 e 114 del d. lgs n. 267/2000.

  • Lo scorso gennaio con delibera numero 18 del 2015 ha APPROVATO IL PROTOCOLLO D’INTESA PER L’ADESIONE ALLA RETE DEI SINDACI DEI COMUNI DELL’A.T.O. 3 PER LA GESTIONE PUBBLICA DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO; la rete, come è noto,  si prefigge come obbiettivo principale :  la  messa in liquidazione della Gori  Spa  e la  ripubblicizzazione del servizio idrico integrato nel territorio sarnese-vesuviano.

Considerando che

  • C’è stata, assoluta assenza  d’informazione, consultazione  e  partecipazione delle comunità locali nel percorso  adottato  dalla Regione per  definire la legge regionale  sul riordino del servizio idrico integrato, in attuazione della decreto legislativo 152/ 2006, cosiddetto “codice dell’ambiente” e del decreto 133/2014 SbloccaItalia .

  • Che non  può   considerarsi una vera consultazione –  riducendosi ad passaggio puramente formale e burocratico,- la procedura adottata dalla VII Commissione Ambiente della Regione, con audizioni che si accavallavano  in tempi strettissimi e concentrate in due giorni di svariati soggetti, ma in assenza di un’adeguata rappresentanza dei comuni della Campania, audizioni  svolte spesso in assenza degli stessi componenti la Commissione e dell’assessore competente.

  • Anche i Comuni,  titolari dell’organizzazione del servizio, della scelta delle forme di gestione e del gestore in base alla ripartizione costituzionale delle competenze per il servizio idrico, non sono stati  sentiti se non con forme e istituti  attraverso i quali non hanno potuto far sentire la propria voce.

  • Fondamentale il disegno di legge della giunta non valorizza e non rafforza le gestioni pubbliche  locali, anche quelle efficienti e virtuose; e favorisce  invece la creazione di una cabina di comando per  le multinazionali con l’ATO unico regionale (EIC), anche attraverso l’affidamento della gestione delle “infrastrutture strategiche”  (  “definite ed individuate dalla Giunta regionale” ), peraltro in un momento in cui, quasi dappertutto nel mondo,  viene riconosciuto che  l’acqua è un diritto universale dei cittadini e non un bene di mercato,  e  sempre di più si afferma  la tendenza  al  superamento delle gestioni in affidamento alle multinazionali e un ritorno alla gestione pubblica del servizio, anche lì dove esse sono sorte.

  • L’EIC accentra a se poteri che devono restare nella mani dei comuni come la definizione di un piano d’ambito per i diversi ATO territoriali che va ad incidere sulla tariffazione, nonchè le convenzioni con i gestori che possono affidare totale potere a gestori privati.  Non può certo classificarsi a favore della partecipazione dei cittadini un progetto che allontana i poteri decisionali dalle comunità locali, e li concentra su un Comitato esecutivo a livello regionale, con persone elette attraverso un complicato meccanismo di  elezioni successive, e su un direttore generale, (“nominato dal Comitato Esecutivo d’intesa con il presidente della Giunta Regionale”), un direttore cui inspiegabilmente e con una evidente anomalia, si attribuisce anche la “rappresentanza legale dell’ EIC” .

  • In effetti il progetto della  Giunta regionale prevede l’istituzione, all’interno dell’Ato Unico Regionale, degli “Ambiti distrettuali” , che ricalcano sostanzialmente la delimitazione territoriale dei 5 Ato,  e di corrispondenti “Consigli di distretto” all’interno dell’EIC, con poteri di proposta, più o meno vincolanti, nei confronti dell’organo di governo dell’EIC ma appare del tutto inadeguata e forse anche peggiorativa rispetto al progetto Caldoro, per gli elementi  di  ambiguità e confusione che introduce.

  • Il consiglio di distretto rimane comunque incardinato all’interno dell’EIC, ed il suo funzionamento viene regolato   dallo statuto dell’EIC, che a sua volta  viene “sottoposto ed approvato dalla Giunta regionale” . Si esclude quindi  che l’Eic, per il tipo di struttura e organizzazione prevista, possa essere organo rappresentativo delle comunità locali, attraverso il quale le  stesse possano esplicare pienamente le proprie competenze istituzionali.

  • Nel progetto della giunta vi sono altre,  e forse illegittime, incongruenze, quale ad es. il subentro dell’EIC nei rapporti giuridici attivi e passivi posti in essere dai precedenti ATO. Tra questi – si ricorda- dovrebbero essere comprese  le quote di partecipazione dell’Ato 3 nella Gori ( 51%) ; quote che, passando all’EIC, trasferirebbero  la competenza a decidere della messa in liquidazione della Gori  al Comitato esecutivo dell’EIC, che è un organo di livello regionale,e non direttamente rappresentativo del territorio sarnese-vesuviano. In poche parole i sindaci dell’Ato3 sarnese vesuviano sarebbero tagliati fuori dalla decisione sul destino della Gori.

  • In definitiva che Il progetto della Giunta Regionale, per la struttura e l’impostazione che viene data,  non possa in alcun modo costituire una base di  confronto e discussione; mentre sia possibile costruire il confronto, partendo dalle proposte dei consiglieri regionali di vari schieramenti politici

Il Comune di Torre del Greco per tutto quanto detto sopra

Si dichiara
Contro il disegno di legge  di riordino del servizio idrico integrato della Giunta regionale, approvato dalla Giunta Regionale con delibera   n. 411 del 09/09/2015,   e oggi all’esame del Consiglio Regionale,

Richiede

la revisione del disegno di legge regionale rif. proposta vice presidente regione campania ,dott. BONAVITACOLA delibera giunta regionale N. 411 del 09/09/2015 pubblicazione su Burc n. 55 del 14 Settembre 2015. http://burc.regione.campania.it/eBurcWeb/directServlet?DOCUMENT_ID=84638&ATTACH_ID=120970
affinché la Regione si indirizzi realmente verso un progetto di riordino ispirato alla  pubblicizzazione  del servizio idrico ed alla partecipazione dei cittadini e che quindi :

  • Preveda che le competenze che nel disegno di legge ora sono assegnate all’EIC (ambito unico) passino alle assemblee dei sindaci

  • Alle assemblee dei sindaci possano partecipare tutti i sindaci.

  • I sindaci dovranno  contare con voto ponderato in base alla popolazione.

  • Qualora dovesse rimanere l’ambito unico, avrá solo un ruolo di monitoraggio e controllo con strumenti di partecipazione che dovranno comprendere i comitati, perdendo quindi le competenze per ora previsti  andranno come detto alle assemblee dei sindaci.

  • Che la legge  tenda alla gestione pubblica e quindi qualora non possa prevedere da subito la ripubblicizzazione del servizio preveda gia all’atto della sua stesura una modalitá d’uscita dalla gestione privata prestabilita che sia agevole sia sul piano burocratico che economico.

Si fanno voti affinché questa proposta venga inviata al presidente della regione ai capogruppi ed ai consiglieri regionali di riferimento dei partiti e dei consiglieri comunali.

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